Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus-Rimini

 

Lettera aperta di Franco Leoni Lautizi, sopravvissuto alla strage di Marzabotto, al ragazzo autore del gesto fascista sul campo di calcio domenica 12 novembre 2017.

“Ciao Eugenio,
sono Franco, uno dei pochi sopravvissuti alla strage di Marzabotto.
Non voglio commentare il tuo gesto, questo lo lascio ai giornali e alla politica.

Ti invito solo ad incontrarmi, a quattro occhi, senza riflettori.

Ti racconterò quello che è avvenuto in quei tragici giorni dal 29 settembre al 5 ottobre 1944.

Una barbarie inimmaginabile per un ragazzo della tua età, che, fortunatamente, non ha conosciuto la guerra.

Sono passati più di settanta anni dall’eccidio, ma ancora oggi l’incubo di quella ferocia mi accompagna ogni giorno.

Ascolta la mia storia.

Se solo riuscirò a far breccia nel tuo cuore e a condurti ad un vero pentimento, allora avrò fatto molto e il sacrificio di tante persone innocenti sarà servito a qualcosa.

Dalle macerie della tragedia di Marzabotto ho imparato una cosa importante: il Perdono”.

 

Franco Leoni Lautizi,  sopravvissuto alla strage di Marzabotto.
Ti invito solo ad incontrarmi, a quattro occhi, senza riflettori.
Ti racconterò quello che è avvenuto in quei tragici giorni dal 29 settembre al 5 ottobre 1944.
Una barbarie inimmaginabile per un ragazzo della tua età che, fortunatamente, non ha conosciuto la guerra.
Sono passati più di settanta anni dall’eccidio, ma ancora oggi l’incubo di quella ferocia mi accompagna ogni giorno.
Ascolta la mia storia.
Se solo riuscirò a far breccia nel tuo cuore e a condurti ad un vero pentimento, allora avrò fatto molto e il sacrificio di tante persone innocenti sarà servito a qualcosa.
Dalle macerie della tragedia di Marzabotto ho imparato una cosa importante: il Perdono.
Franco Leoni Lautizi, sopravvissuto alla strage di Marzabotto